UNA VITA AL SERVIZIO DEI PIU’ DEBOLI

La mia attività pubblica, conosciuta sul territorio più per le azioni vere e reali che non per l’appartenenza politica, è sempre stata caratterizzata dalla volontà di incidere sul tessuto sociale locale con i fatti, piuttosto che con le belle parole.

Tutte le battaglie a favore degli emarginati e degli ultimi sono note e non necessitano di essere elencate.

Molti sono i giovani che a Praia, anche grazie al mio impegno costante, continuo e testardo, hanno saputo chiudere esperienze di vita difficili e sono riusciti a portare a termine un percorso inserimento sociale e civile nell’ambito della legalità.

Ritengo che la sensibilità politica rappresenti una categoria personale e individuale. Tuttavia, la gestione operativa di un territorio si deve fondare su acclarate esperienze organizzative di chi assume cariche pubbliche, perché solo attraverso un rigido approccio pragmatico con la realtà è possibile cogliere e affrontare tutte le sfide che dobbiamo fronteggiare oggi.

Sicurezza, occupazione, efficienza dei servizi, l’assistenza agli anziani e alle fasce più deboli, sono categorie che un amministratore pubblico non deve e non può affrontare a compartimenti stagni, ma che necessitano di essere gestite in armonia tra loro, senza mai prevaricare i diritti di nessuno, tanto meno dei più deboli, indipendentemente dai fini che si intendono perseguire.

Per superare il gap dovuto alla carenza cronica di risorse finanziarie a livello locale, innescato dai noti tagli operati dal Governo Centrale nell’ultimo decennio, occorre aprirsi con slancio a nuove e innovative sensibilità gestionali, per creare nuove risorse che valorizzino e capitalizzino proprio quel patrimonio territoriale astigiano da troppo tempo trascurato e lasciato in ombra, a vantaggio delle province confinanti.

Ho dedicato e dedico tuttora il mio impegno professionale al terzo settore, ponendo molta attenzione alla gestione delle diverse sensibilità sociali.

Sono convinto che sia necessario un grande disegno di coesione generazionale, perché la concretezza dello sviluppo si può solo fondare sul reciproco rispetto tra gli individui, indipendentemente dall’età e dal personale orientamento morale, civile, politico e religioso di ciascuno.

Tutti ci rendiamo conto del disagio che gli anziani possono provare col raggiungimento dell’età pensionabile, quando escono dal mondo del lavoro: per alcuni questo acuisce un sottile senso di inutilità, che ne condiziona la vita in senso negativo.

Partendo da questo presupposto da tempo mi sto impegnando nell’elaborazione di un progetto che potrà liberare una grande massa di risorse produttive e qualificanti sul territorio.

Il mio obiettivo è avviare progetti di formazione in cui la funzione del tutor verrà rafforzata anche attraverso l’affiancamento di soggetti di grande esperienza: pensionati attivi nel volontariato, animati da tanta passione, conoscenze e tempo libero da impiegare per gli altri, per dare risalto pubblico alla grande esperienza della generazione che ci ha preceduto e favorire, nell’immediato futuro, lo sviluppo di concrete sinergie di integrazione sociale.

I nostri anziani hanno ricostruito il Paese facendolo risorgere dopo le devastazioni della guerra.

La loro esperienza potrà essere messa a disposizione dei giovani, per trasmettere loro tutte quelle piccole e grandi conoscenze maturate negli ambiti lavorativi più variegati in tanti anni di duro sacrificio.

Ai giovani il confronto diretto e reale con gli anziani permetterà di acquisire, dalla voce di chi quei tempi li ha vissuti in prima persona, la conoscenza della vita e della storia dell’Italia del ‘900. Grazie al dialogo aperto con chi ha vissuto un’epoca totalmente diversa dalla nostra, per stile di vita e aspirazioni collettive, i ragazzi potranno entrare in contatto con conoscenze, aneddoti e nozioni che, spesso, né i social né i media hanno interesse a trasmettere.

Dal lato opposto, la consapevolezza che è possibile un approccio diretto e rispettoso da parte dei giovani, può essere un grande sostegno per le persone anziane: sentirsi ascoltati e accettati, parlare con i ragazzi può essere un grande aiuto e addirittura uno stimolo a tenere il passo di fronte alla frenetica evoluzione tecnologica contemporanea, per molti addirittura inconcepibile.

La presunta incomunicabilità generazionale in questo modo potrà rivelarsi per quello che realmente è: un falso problema.

Un’aperta azione di solidarietà che metta in campo sensibilità ed energie diverse può diventare elemento indispensabile per favorire la comprensione e coesione a livello generazionale all’interno del tessuto sociale su tutto il territorio.

La promozione del rispetto verso ogni persona è il cemento che deve legare e rinsaldare tutte le componenti della società civile che hanno fame di crescita e sviluppo.

Ma questo è solo uno tra i tanti obiettivi che voglio perseguire con impegno e caparbietà nell’ambito della continuazione della mia attività politica, che proprio da Asti ha preso le mosse più di trent’anni fa.

SE VUOI SOSTENERCI

Per donazioni campagna elettorale

PIERO MARCO VERCELLI

IT45 M060 8510 3020 0000 0040 627