DIGNITÁ E SERENITÁ PER TUTTI: IL LAVORO

È il lavoro a dare dignità alla persona. Il lavoro permette di studiare, vivere, curarsi, fare sport, trascorrere una vita piena e autonoma.

Seguendo questa premessa, è indispensabile accompagnare le persone verso l’autonomia economica. Il reddito di cittadinanza può essere una soluzione in situazioni di difficoltà ma, nel lungo periodo, si rivelerà una risposta inefficace: l’erogazione di fondi statali ai cittadini senza un piano efficace che ne contempli l’inserimento o il reinserimento lavorativo costituisce una misura assistenziale che ha come unico scopo l’acquisizione del consenso elettorale.

Il lavoro è priorità per territorio ed è quindi necessario l’intervento delle Istituzioni per mantenere la presenza industriale, attrarre nuovi investimenti, rilanciare l’economia in tutte le sue forme. Nell’ottica dell’economia della conoscenza sono fondamentali, per esempio, formazione professionale, scuole di alta specializzazione, università, incubatori d’impresa, microcredito, master dei talenti, integrazione tra la scuola e il mondo produttivo.

Vi è poi il tema delle infrastrutture digitali (come la banda larga e il wi-fi) e tradizionali (è necessario ammodernare la viabilità e chiedere con forza la giusta attenzione per il trasporto pubblico e ferroviario).

Occorre rendere il territorio accogliente, dal punto di vista della semplificazione burocratica e normativa (almeno per quanto di competenza locale: piani regolatori, regolamenti…). A fronte della volontà di aprire o ampliare un’impresa, il Pubblico deve presentarsi non come mero controllore, ma come un “partner” che, dopo aver verificato la correttezza dell’iniziativa, la “sposa” e, con proprio personale, la sostiene e la accompagna anche nel rapporto con i vari Enti.

Nei bandi per opere e servizi si devono privilegiare forme contrattuali che premino la qualità. Si dovranno inoltre attuare serrati controlli per garantire il pieno rispetto della legalità e l’accesso di tutte le ditte titolate dei requisiti.

È urgente dotare il territorio di un “Piano Strategico” che non si limiti alla definizione di progetti, ma introduca un processo partecipativo (un metodo di decisione collettiva) tra tutti gli Enti e i soggetti che rappresentano i mondi produttivi, sociali e culturali, coordinati da una “cabina di regia”.

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PIERO MARCO VERCELLI

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