UNA COMUNITÁ ATTENTA È UNA COMUNITÁ RICCA: IL SOCIALE

La democrazia si fonda sulla convivenza pacifica ed organizzata di tutte le componenti. Per questa ragione occorre riconoscere al Terzo Settore la sua insostituibile valenza quale elemento di coesione all’interno di tutto il sistema economico e sociale.

 Uno Stato che voglia definirsi civile non può e non deve ignorare le persone che restano indietro nel loro cammino e che, per svariate ragioni, si trovano a vivere ai margini della comunità.L’organizzazione del Terzo Settore mira a sostenere in modo organico e funzionale proprio questa frangia della popolazione.

L’utopia vincente deve essere quella di trasformare ogni disgrazia in nuova opportunità di crescita e di mettere al bando l’elemosina, azione utile esclusivamente a lavarsi la coscienza.Bisogna invece avviare con decisione un processo integrato di solidarietà: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”.

Alle azioni esclusivamente assistenziali devono essere preferite quelle finalizzate al recupero di autonomia lavorativa, sociale, psicologica della persona.

Il Terzo Settore, grazie alle professionalità espresse dai suoi operatori, è in grado di garantire il recupero sociale di molti soggetti deboli ed emarginati che, attraverso un percorso educativo e formativo mirato, possono acquisire idonee capacità ed esperienze tali da consentire, col tempo, il loro reinserimento sociale e nel mondo del lavoro. Ogni azione amministrativa deve essere improntata al principio: “prima la persona”.

Il settore dei servizi sociali va riorganizzato, rinforzato e rilanciato, privilegiando l’aspetto della prevenzione e della capacità di fare rete con gli Enti e le Organizzazioni, istituzionali e non, che operano sul territorio.

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PIERO MARCO VERCELLI

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